A scuola di accoglienza e condivisione da Sergio e Carmela

E’ da poco concluso il campo di volontariato a Biancavilla, in cui 17 giovani adolescenti provenienti da Belgio, Italia e Bulgaria sono stati ospitati presso la casa famiglia di Sergio e Carmela sulle pendici dell’ Etna.

Sergio e Carmela da diversi anni hanno aperto la casa a bambini con difficoltà in fase di primo affido, che escono da violenze familiari e accolgono minori vittime di tratta e in fase di richiesta di protezione internazionale. Per dieci giorni i ragazzi hanno vissuto un’esperienza intensa in cui diverse emozioni si sono alternate. Fatica, gioia, sudore, condivisione, inclusione e scoperta sono le parole con cui si possono definire i momenti del campo.

Uscire dalla confort zone delle abitudini casalinghe e cittadine ed essere catapultati in un mondo di semplicità e di lavoro per molti è stato un importante passo, incontrare culture differenti e superare quelle paure e persino anche pregiudizi che internamente ci sono, per restare in una condizione di purezza e semplicità umana. Quello che ho capito durante questo campo è come il lavoro sia un collante e uno strumento per superare limiti fisici e mentali.

Insieme ai ragazzi durante il lavoro c’erano le ragazze nigeriane e i bambini che vivono nella casa di Sergio e Carmela, i ragazzi in questo modo hanno potuto conoscere e vivere un modo di essere casa famiglia e aiutare il loro progetto. Pulire tutta un’aerea dove sono state innestati nuovi ulivi, togliere le erbacce, staccare le piante, zappare la terra, sotto al sole siciliano, spostare le pietre, creare sentieri, sono state le attività principali del lavoro e anche se la fatica si faceva sentire, quella stessa fatica era spezzata da momenti di gioia e di riso continuo, di danze e di umanitas. Per questo il lavoro fisico spezza tutto e supera le barriere e traumi. Per alcuni è stata un’esperienza sopratutto sociale, riuscendo a superare certi stereotipi e pregiudizi culturali, come non avere fiducia delle persone africane e verso metà del campo vedere che queste persone insieme, fa capire l’ importanza di queste esperienze.

Se i giovani sono il nostro futuro, educarli all’accoglienza e all’elaborazione della convivenza sono importanti step. Quello che mi sono portata a casa da questo campo di lavoro è l’ esempio del grande lavoro di Sergio e Carmela, che con tutta la loro famiglia sono un esempio concreto, sapere da che parte stare in un territorio come la Sicilia è davvero importante.

Andare contro al sistema di servizialismo e dire no a certi altri condizionamenti e riuscire ad essere un punto di riferimento per giovani che hanno vissuto traumi emotivi che non possiamo immaginare, fa capire che tutto e’ possibile se c’è determinazione e costanza. L’impegno dei volontari in questo processo e’ fondamentale, perché certe realtà non potrebbero riuscire da sole a fare tutto.

L’ esperienza come ho detto è stata totalizzante. Uno scambio continuo di emozioni. E in dieci giorni tante culture differenti si sono conosciute, attraverso balli, canti e piatti tipici, grazie alle cene internazionali tutta la grande famiglia di Sergio e Carmela e tutti i volontari, hanno potuto assaporare piatti unici dal Belgio Bulgaria e Italia, cucinati dagli stessi ragazzi.

Nella mia memoria rimarranno sempre, la grande cena davanti al fuoco, i tuffi dagli scogli, le risate giocando con i bambini e gli abbracci delle giovane donne nigeriane.

Chiara Cosentino, volontaria IBO e Camp Leader del Campo di Lavoro e Solidarietà per adolescenti a Biancavilla



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