Agenda 2030 e scuole: il mondo entra in classe con i laboratori di IBO Italia

Tante facce, di diverse età, forma e dimensione.

Facce di ragazzini delle scuole medie, presso istituti comprensivi di Argenta “Don Minzoni” e Vigarano Mainarda “Alda Costa”, con tantissimi pensieri che girano nella loro teste e che vogliono sempre esprimere. Pieni di idee e domande ma con ancora dentro una grandissima voglia di scoprire giocando assieme.

Facce di ragazzi più maturi delle scuole superiori, adolescenti dell’istituto agrario “Fratelli Navarra” e dell’istituto tecnico “Vittorio Bachelet”, più riflessivi e taciturni rispetto i colleghi delle scuole medie ma con pensieri molto profondi degni di giovani adulti.

I laboratori svolti da IBO Italia in questa prima parte dell’anno scolastico 2019-2020 si sono tenuti tra Ferrara e provincia ed hanno avuto come focus alcune delle tematiche dell’agenda 2030 dell’Onu. I laboratori hanno seguito tre tematiche principali, tutte inerenti ad uno o più obiettivi di sviluppo sostenibile:

  • Percorso “Scuole nel Mondo” ha avuto come focus il punto numero 4 Istruzione di qualità svoltosi nella scuola media di Argenta;
  • Percorso “Il Banchetto Mondiale”: Alimentazione nel Grande e nel Piccolo” si è concentrato su due tematiche principali ovvero i punti 1 Sconfiggere la fame e 12 Consumo e produzione responsabile. Questo laboratorio si è tenuto presso l’istituto tecnico “Bachelet” e gli istituti comprensivi di Argenta e Vigarano Mainarda;
  • Percorso “Odissea del Migrante”, avendo come tematica principale quella migratoria, non ha avuto nessun obiettivo dell’agenda 2030 nello specifico ma come testimoniavano anche i ragazzi durante i laboratori “va un po’ in tutti i punti”, toccando quindi trasversalmente molteplici obiettivi di sviluppo sostenibile. Questo percorso laboratoriale è stato svolto sia alle scuole medie di Argenta che all’Istituto agrario “Navarra” seguendo differenti percorsi in relazione all’età degli studenti coinvolti.

I laboratori svolti nelle scuola secondaria di primo grado hanno avuto uno stampo più ludico e giocato rispetto a quelli svolti nelle scuole secondarie di secondo grado, ma non per questo motivo meno impegnativi per i ragazzini che hanno vissuto con noi questa esperienza.

Gli studenti che hanno partecipato al percorso di laboratori “Scuole nel Mondo” si sono dovuti confortare con articoli e testimonianze che raccontano la situazione scolastica o lavorativa di loro coetanei in altri parti del mondo, dove l’andare a scuola come lo intendiamo noi è molto difficile se non impossibile. Inoltre è stato chiesto loro di descrivere come sarebbe una scuola “ideale” e poi divisi in gruppi (Italia, Romania, Tanzania e Rifugiati) dovevano costruire un modellino di scuola avendo a disposizione più o meno materiale, in base alla situazione scolastica del paese che rappresentavano. Cosi facendo i ragazzi hanno affrontato la disparità possibile d’istruzione nei vari luoghi del nostro pianeta e che non tutti possono accedere a questo privilegio in maniera semplice ed efficace come nel nostro paese.

Durante “Il Banchetto Mondiale” i ragazzi in un primo momento si sono divisi nei continenti del mondo, rispettando la popolazione in proporzione, ed hanno poi realizzato una lista della spesa ipotetica per una giornata al fine di saziarsi e avere un dieta più regolare possibile; dopodiché sono stati dati loro i dati reali rispetto al consumo di cibo nei vari continenti: i ragazzi erano subito molto colpiti dalla diversità di consumo che Europa e Nord America hanno rispetto al resto del mondo, stupendosi di come il nostro continente e la parte settentrionale consumino molto ed altri continenti con più persone abbiano molto meno. Nel secondo incontro di questo percorso i ragazzini avevano il compito di simulare tramite un gioco di ruolo il consiglio comunale della propria cittadina per poter risolvere il problema di spreco alimentare nella mensa scolastica. Subito i ragazzi hanno partecipato attivamente a questa simulazione di vita cittadina, interpretando fedelmente e con passione i ruoli assegnati, dal sindaco al cittadino che propone una modifica al regolamento della mensa.

Il mettersi nei panni di chi decide è stato uno strumento molto efficace sia per chi ha svolto i laboratori per poter coinvolgere i ragazzi sia per gli stessi studenti che hanno potuto confrontarsi e prendere decisioni su una tematica a loro vicina come la mensa scolastica, sempre in un’ottica di consumo e produzione responsabile.

Nella scuola media di Argenta, dove quest’ultimo laboratorio è stato svolto con due classi seconde, i ragazzi inizialmente hanno lavorato sul cosa significa per loro la parola casa. Alcune delle loro risposte sono state: famiglia, amici, cibo (la pasta fresca ha battuto nettamente fast food e sushi), paesaggio, vestiti, abitudini, territorio, sport e molto altro. In seguito, dopo una divisione nei continenti del mondo hanno letto alcune testimonianze ed articoli di persone o situazioni dove tutte le parole che i ragazzi avevano detto riguardo alla casa erano molto precarie o non erano presenti. Nella seconda parte di questo laboratorio i ragazzi hanno vissuto in prima persona questa mancanza di un luogo che si può chiamare casa immedesimandosi in un ragazzo siriano che con la propria famiglia compie una vera e propria odissea verso l’Europa in cerca di una nuova casa.

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Una caratteristica dello svolgere questi laboratori è il fatto di doversi mettere sempre in discussione, capire come cogliere l’interesse dei ragazzi e in che maniera farlo, specie nelle scuole superiori, dove gli alunni sono presenti ma le teste e i cuori sono un po’ altrove: sarà troppo difficile quello che a loro propongo, o al contrario è troppo facile? Che parole devo utilizzare? E in che modo?

La nostra esperienza negli istituti superiori è partita con il “Banchetto Mondiale” presso l’istituto Bachelet: l’obiettivo del laboratorio era quello di fare una spesa in grado di sfamare tutti quanti, per una giornata intera, dividendosi in gruppi rappresentanti Europa, Oceania, Africa, America del Nord, Centro e Sud America, Asia e Giappone; sia la loro ricchezza che il numero di componenti del gruppo era proporzionato alla situazione reale dei rispettivi Paesi. Tantissime sono state le reazioni dei ragazzi: dagli “europei” che avendo troppo denaro non sapevano più cosa comprare, agli “africani” che hanno deciso di risparmiare parte di quel poco che avevano per potersi permettere in futuro qualcosa di meglio; dagli innumerevoli “asiatici” che faticavano a fare una spesa per così tante persone, agli “americani” divisi da una situazione economica completamente differente. Laboratorio d’impatto immediato per i ragazzi, che hanno quasi sempre affermato, vedendo l’enorme differenza tra paesi con una spesa pressoché nulla, come Africa o Asia, e tra paesi che non sapevano neppure che farsene del proprio cibo, come Europa o America del Nord, che tutto ciò non fosse per nulla giusto; affermazione per la quale neppure noi abbiamo la soluzione certa al problema, o la ricetta da seguire passo per passo per fare in modo che non avvengano più certe disuguaglianze.

L’esperienza dei laboratori è proseguita, poi, all’Istituto agrario Navarra, con “L’Odissea del Migrante”: i ragazzi, forniti del profilo di un personaggio, dovevano immedesimarsi, costruire il proprio passaporto e compiere il viaggio migratorio che li avrebbe portati lontano da casa. Per fare ciò, abbiamo messo a loro disposizione numerosi articoli riguardanti la situazione del proprio paese di origine, del paese di approdo e la gestione dei flussi migratori in varie parti del mondo. Anche qua, numerose sono state le sorprese: chi ha deciso di non rischiare e non compiere il viaggio, chi non è riuscito proprio a partire a causa della situazione in cui si trovava, chi ha svolto il viaggio senza nessun problema e chi invece ha incontrato qualche ostacolo che è riuscito a superare. Tanti profili e innumerevoli situazioni, come ad esempio Afid, bambino siriano di 6 anni che aiutava gli amici e amava giocare a calcio, e non è riuscito a fuggire dalla sua situazione; o Casimiro, ragazzo spagnolo con sindrome di Down, che è riuscito ad andare a vivere in Italia con la propria ragazza prendendo un aereo. Tutte riflessioni ed emozioni che speriamo rimangano, come a noi, anche nei pensieri e nella memoria di questi ragazzi, ancora così giovani eppure così adulti, nell’ottica di una vera e propria Educazione alla Cittadinanza Globale.

I percorsi nei laboratori sono stati molti dai quali sono uscite molte idee e pensieri. Tutti i ragazzi di tutte le età si sono messe in discussione ed hanno incominciato a pensare, grazie ad attività giocate, su tematiche che non sempre vengono discusse o trattate.

Tante facce, di diverse età, forma e dimensione, tante nuove idee e pensieri per il domani.

Eugenio Trombini, volontario IBO in Servizio Civile e Laura Monesi, volontaria IBO in tirocinio


Schede delle attività svolte: 

Sei una/un docente interessata/o a ospitare i laboratori di IBO Italia presso la tua scuola?
Contattaci! Ilaria Persanti: ilaria.persanti@iboitalia.org | 0532 096509

I laboratori di questi mesi sono stati realizzati nell’ambito dei progetti ”Festival dei Diritti di Ferrara – 17°ma edizione 2019” (CUP E39E19000390009) e ”EDUC – EDucazione Inclusiva in Ucraina nella Regione di Chernivtsi” (CUP E97B18000100009), entrambi con il contributo della Regione Emilia-Romagna



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