sostieni-progetti-onlus

Cosa ci faccio a Chimaltenango (che adesso riesco a pronunciare bene)

Abbiamo festeggiato da poco i 5 mesi trascorsi in Guatemala. Mi sembra ieri di essere arrivata, ma già un’infinità di vivere qua per le tantissime cose che sono già accadute da quando sono a Chimaltenango.

Chimaltenango é una citta nel sud del Guatemala. Abbastanza caotica, trafficata, rumorosa e non è proprio la prima scelta per fare una camminata notturna. La maggioranza dei suoi abitanti appartiene al gruppo indigeno Kaqchikel.

Ho sempre avuto difficoltà a ricordarmi e pronunciare i nomi in tutte le lingue della mia vita: tedesco, italiano e adesso spagnolo. Ci ho messo due settimane per ricordarmi Chimaltenango, appunto il nome della città in cui vivo. Adesso finalmente sono riuscita a migliorare la pronuncia (e la memoria) e quando le persone mi chiedono da dove vengo e dove vivo, io con tutto l’orgoglio di sapere pronunciare bene il nome di quella che ormai sento come casa mia dico:

“Chimaltenango!”

La reazione sono sguardi strani, nei quali riesco a leggere bene pensieri e perplessità:

“Ma cosa ci fa questa gringhita che sembra venire dallo spazio a Chimaltenango?”

Io allora, ogni volta, penso a tutte le cose che faccio:

Leggo con Ale nel pomeriggio dopo l’ennesima partita di UNO, nella quale cerca sempre di imbrogliare per vincere.

Ascolto Jessica che mi legge i racconti dei Fratelli Grimm, che sono stati parte della mia infanzia. Adesso posso condividerli con una bambina che non si vuole mai alzare, quando la mamma la chiama, solo per sapere la fine.

Guardo le facce sorridenti dei 40 anziani che ogni martedì mi ringraziano per esserci e farmi coinvolgere nelle attività insieme a loro. Persone che ti insegnano tanto con il loro modo di essere e vedere il mondo.

Rido quando le mie compagne mi prendono in giro perché mi invento le parole in spagnolo e Valentina (amica di avventura e sopratutto insegnate di spagnolo) mi ripete per l’ennesima volta che l’esistenza della grammatica ha una ragione.

Mi diverto a organizzare le letture e ad ascoltare l’opinione dei bambini. Offrono sempre uno sguardo particolare e diverso su quello che imparano e vivono, del mondo che li circonda e di quello che scoprono nei libri.

Mi prendo e ricambio tutti gli gli abbracci che mi aspettano il lunedì, tornata da intensi fine settimana a girare il paese, dai bambini prima della lezione di inglese.

Vivo con Lencho, un guatemalteco incredibile, con il quale ogni giorno è un avventura che non mi vorrei perdere per niente al mondo.

Ecco cosa ci faccio a Chimaltenango ed ad El Tejar.

Davvero tante cose che ad elencarle tutte ci vorrebbe sicuramente più tempo e molte pagine. Ma ho una risposta pronta che le riassume tutte e così, ogni volta, che guardo le facce perplesse delle persone che scoprono che vivo a Chimaltenango e mi chiedono cosa ci faccio, rispondo: “Faccio il mio anno di Servizio Civile in Guatemala”.

Corinna Zelger, volontaria IBO in Servizio Civile in Guatemala



X