pasqua 2020 ibo italia

Cristo risorto. E’ lui la speranza che muove cuori e mani

“Egli è vivo, è risorto” è questo l’annuncio che riceviamo nel giorno di Pasqua; è questo l’annuncio che ogni cristiano porta nel mondo: Gesù è vivo non è più morto, è risorto!

Poiché egli vive può essere veramente presente nella nostra vita, per riempirla di luce, per far sì che non siamo più soli e abbandonati. “Egli riempie tutto con la sua presenza invisibile, e dovunque tu vada ti starà aspettando. Perché non solo è venuto, ma viene e continuerà a venire ogni giorno per invitarti a camminare verso un orizzonte sempre nuovo” (C.V. 125).

Queste parole della Christus Vivit, il documento di Papa Francesco a seguito del Sinodo sui giovani, ci spingono a guardare oltre, a penetrare la coltre spessa del nostro senso d’impotenza, che ci pervade in questi giorni ed a scorgere uno spiraglio di luce, che si fa spazio.

Siamo chiusi nelle nostre case e abbiamo paura di ammalarci o che accada ad un nostro familiare, ad un amico; piangiamo i morti; preghiamo per loro e per tutti quelli che, come i medici e gli infermieri, si stanno sacrificando ogni giorno per soccorrere uomini e donne di ogni età e condizione; siamo consapevoli che, usciti da questa dolorosa pagina della storia, se ne aprirà un’altra fatta di incertezze, ristrettezze economiche o addirittura di povertà. Sembra che Covid19 e le sue conseguenze siano più forti e destinati a vincere. Più forti della Pasqua.

Non è così! Non lo è perché in questi giorni ci sono tante persone, tanti giovani, che stanno mettendo il loro tempo e la loro vita a servizio degli altri, come i volontari IBO a Parma, come tutti quelli che continuano nel solco del volontariato ad usare le proprie braccia e le proprie mani per ricostruire. La tuta da lavoro ha lasciato il posto alla mascherina, i guanti non sono quelli in cuoio, ma quelli di gomma usa e getta, ma il cuore è sempre quello. Lo stesso che ho visto di tanti ragazzi e ragazze recentemente rientrati da un anno di servizio civile, lo stesso dei giovani dei Corpi Civili di Pace, che hanno dovuto lasciare luoghi, persone e un lavoro iniziato con loro, a causa di un rimpatrio forzato. Cuori che gridano forte la Pasqua di Resurrezione!

È questa la nostra sicurezza di fondo, che permane al di là di tutto, al di là di qualsiasi cosa che nella vita ci può capitare: Gesù è vivo e ha vinto la morte.

Ecco perché abbiamo la certezza che il bene può farsi strada nella nostra vita, che le nostre fatiche serviranno a qualcosa, che ciò che ci fa soffrire oggi, domani lascerà posto alla speranza. Ecco perché possiamo smettere di avere paura e iniziare a guardare avanti, “perché con Lui si può sempre guardare avanti”.

Come il nostro Padre Angelo, che colpito dal Covid19 sta combattendo la sua battaglia, facendosi nel suo stesso corpo compagno e fratello di quest’umanità che soffre, compagno e fratello di Cristo sulla croce. Le notizie che ci arrivano ci confortano. Sta migliorando. Noi continuiamo a pregare per lui. E lo facciamo per tutti gli altri ammalati, a partire dai nostri amici e familiari.

Noi crediamo che alla luce della resurrezione camminiamo in questa vita per ricominciare, per ricostruire, per qualcosa di nuovo, che ci parla di quella vita nuova in Cristo, di cui portiamo dentro di noi il germoglio.

La Pasqua diventi per tutti noi un’occasione di fiducia e di speranza, sia per noi la certezza che l’ultima parola sulla nostra esistenza, sui nostri dolori, sulle nostre fatiche ce l’avrà il Signore Gesù Risorto.

Buona Pasqua, piena di vita, di speranza e di Cristo Risorto.
Vi benedico e vi abbraccio.

Don Emanuele Zappaterra, assistente spirituale di IBO Italia

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