
21 Nov Tra Emozioni e Scoperte: Il Nostro Inizio a Iringa
Il nostro primo mese di Servizio Civile Universale nella città di Iringa, nell’altopiano meridionale della Tanzania, è stato un periodo intenso e ricco di nuove sensazioni ed emozioni.
L’arrivo è stato un momento che non dimenticheremo mai: accolte dal caldo umido e dal cielo luminoso di Dar es Salaam ci siamo immerse in una città, caotica e vivace e in un mondo completamente diverso da quello a cui eravamo abituate.
Le emozioni erano miste: da una parte c’era l’entusiasmo per l’avventura, per tutto ciò che avremmo scoperto e imparato, dall’altra c’era un senso di spaesamento, tipico di chi si trova lontano da casa e dalle proprie abitudini. Nonostante ciò, la voglia di conoscere il progetto e l’associazione ed addentrarsi nella nuova cultura prevalevano su tutto il resto.
Dalla città di Dar es Salaam ci siamo spostate poi verso la zona più centrale della Tanzania, immergendoci nel paesaggio montuoso della città di Iringa. Qui il clima è più fresco, l’aria pulita e il cielo di un blu intenso.

I suoni della lingua swahili riempiono l’aria, le persone sono estremamente accoglienti e sorridenti, pronte ad aiutarci in questa nuova realtà, nonostante la barriera linguistica.
Durante le prime settimane, abbiamo avuto l’opportunità di esplorare vari aspetti della cultura e della vita quotidiana tanzaniana: ci siamo avventurate nei mercati locali, pieni di colori vivaci e profumi intensi di spezie. Abbiamo avuto modo di visitare alcuni villaggi nelle zone rurali, dove abbiamo scoperto uno stile di vita molto diverso, più tranquillo e legato alla terra.
Qui, la semplicità della vita ci ha colpite profondamente: i bambini giocano per le strade sterrate e c’è un senso di comunità che ci ha toccato.
La prima sfida è stata sicuramente l’inizio del corso di swahili. I suoni, le espressioni e la struttura della lingua ci sembravano complicati, ma col passare dei giorni abbiamo iniziato a comprendere meglio e, soprattutto, a sentirci più a nostro agio.
Un termine che abbiamo trovato particolarmente significativo è “pole pole”, che significa “piano piano” o “con calma”. Questa espressione riflette la filosofia di vita dei tanzaniani, che sanno prendersi il tempo necessario per vivere appieno le esperienze, senza fretta o ansia.
Abbiamo imparato a usare “pole” (che significa “mi dispiace” o “prendila con calma”) anche per esprimere empatia in varie situazioni, un concetto che dimostra la sensibilità verso il benessere degli altri.

Ogni piccola conquista linguistica ci dà grande soddisfazione: riuscire a chiedere informazioni, scambiare qualche parola con la gente del posto…oltre ad essere un momento di trionfo personale è anche la dimostrazione di rispetto ed interesse per la cultura e la vita delle persone che incontriamo.
In questo primo mese, abbiamo incontrato persone straordinarie, tra cui colleghi e membri della comunità, che ci hanno aiutato a capire meglio la realtà locale e ad apprezzare l’importanza del servizio che stiamo svolgendo.

Abbiamo avuto modo di incontrare anche altri volontari internazionali e condividere con loro le nostre esperienze e sensazioni. Le differenze culturali non sono mai state un ostacolo, anzi, ci hanno arricchito e ci hanno fatto apprezzare la bellezza della diversità.
In conclusione, il nostro primo mese in Tanzania è stato un periodo di grande crescita personale, un’occasione per uscire dalla nostra zona di comfort e abbracciare la bellezza della diversità. Questo inizio ci ha dato la certezza che il nostro tempo in Tanzania sarà non solo un’esperienza lavorativa, ma soprattutto una profonda avventura umana.
Chiara e Silvia
Chiara e Silvia, volontarie in Servizio Civile a Iringa – Tanzania