Aggiornamento sul progetto Circoli di Sostenibilità in Burundi

Nell’ambito del progetto CIRCOLI DI SOSTENIBILITA’- Economia circolare, agricoltura e allevamento sostenibili coordinato da IBO Italia in Burundi, Luca Farina, vicepresidente dell’associazione, ha svolto una nuova missione dal 17 al 29 marzo 2025. L’organizzazione lavora nel Paese da diversi anni con la mission di rafforzare/favorire la capacità di resilienza delle comunità locali alle molteplici sfide economiche ed ambientali. IBO opera in Burundi dal 2020 e in precedenza ha operato dal 1979 al 1987. Il progetto Circoli di Sostenibilità, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e in partnership con ben 11 organizzazioni, tra cui la fondazione San Filippo Neri, LVIA e Circolo Acli – Vet for Africa APS.

Per fornire un aggiornamento utile a tutti coloro che seguono le attività di IBO Italia nella cooperazione internazionale, in questo articolo diffondiamo una sintesi del report di missione redatto da Luca.

“Questa missione, prevista verso la fine del progetto (conclusione posticipata poi ad agosto 2025), è servita a definire alcune opportune azioni correttive, ad apportare i necessari aggiustamenti ma anche
a condividere, con la Fondazione San Filippo Neri, iniziative di consolidamento del progetto che verranno sviluppate grazie a risorse proprie. In effetti, l’originalità di gabbie metalliche che per la prima volta sono state realizzate in Burundi, oltre all’interesse delle autorità governative, ha conosciuto anche quella di privati che potrebbero essere interessati ad acquistarle. Si delinea quindi l’opportunità di un’attività redditizia per la quale la Fondazione, oltre a proporre le gabbie a tre piani per allevamenti familiari quali quelli delle 25 beneficiarie del progetto, intende sviluppare ulteriori esperienze, sia per il maschio riproduttore in gabbia singola che per tipologie di gabbie a due piani per allevamenti semi-intensivi. La possibilità di presentare il progetto alla massima autorità tecnica in seno al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali rappresenta di per sé un’ottima opportunità per valorizzare e diffondere a più ampia scala quanto il progetto ha realizzato, soprattutto in termini di gabbie migliorate ed esperienza della loro diffusione a livello rurale.

Una particolare raccomandazione è indirizzata alla necessità di abbassare comunque il costo di produzione (e quindi di eventuale vendita) delle gabbie migliorate metalliche, interamente realizzate in Burundi, utilizzando materiali disponibili sul mercato di Bujumbura. Le precarie condizioni di mercato che rende spesso difficoltoso, a volte impossibile, il reperimento di tali materiali, rappresenta una sfida cui deve rispondere l’abilità acquisita durante il progetto e la capacità del tecnico saldatore nel trovare soluzioni adeguate. Le stesse non devono vanificare la qualità del prodotto finale, il cui vantaggio maggiore è rappresentato dall’applicazione delle procedure igieniche di polizia, lavaggio e disinfezione dei materiali impiegati.

È stato notato un progressivo aumento di interesse in loco anche da organizzazioni coinvolte nelle attività sociali a livello rurale (ONG, ONLUS), anche sanitario ed in particolare per la malnutrizione.

Il supporto che gli esperti dell’Università del Burundi potranno dare a quanto in corso di consolidamento, costituisce un valido sostegno alla raccolta di dati ed informazioni che permettano di confrontare la produttività (e conseguente economia di scala) tra le tipologie tradizionali e quelle migliorate dell’allevamento del coniglio, coerentemente coi desiderata postulati dal governo del paese.

Vanno rammentate le difficoltà logistiche di spostamento per rendersi dai beneficiari del progetto; tale situazione compromette il monitoraggio degli stessi da parte dei consulenti esterni nonché dei tecnici del CFAP di Gasenyi, ma vanno anche sottolineate le articolate soluzioni che la Fondazione San Filippo Neri, anche su proprio budget, intende mettere in atto al fine di consolidare l’iniziativa tra le attuali o prossime
famiglie beneficiarie.

Resta pertanto aperta la raccomandazione generale di garantire una supervisione puntuale dei beneficiari che, bisogna ricordarlo, sono famiglie con scarse risorse economiche e limitata conoscenza ed esperienza sull’allevamento del coniglio”.

In conclusione si prospetta uno sviluppo d’interesse trasversale nei prossimi tempi che coinvolgerà il progetto e quanto da esso realizzato, anche attraverso i mezzi di comunicazione nazionali.