Leggere per crescere, anche in Guatemala

Sono arrivato ad El Tejar da quasi un mese ed eccomi a raccontarvi delle attività nelle quali sono impegnato: in biblioteca, presso la scuola CEDIN e con l’organizzazione di corsi per bambini ed adulti.

Due biblioteche

Le attività di lettura sono molto interessanti e adoro il metodo e la modalità di Elba, la responsabile. Con la sua calma e un ottimo metodo maieutico riesce sempre a toccare dei tasselli educativi importanti. (Elba rispecchia il mio stereotipo migliore della bibliotecaria: tranquilla, pacata, colta, comunicativa, sensibile su molti temi e attenta).

Le prime due settimane sono state un po’ noiose e ho avuto qualche difficoltà ad orientarmi. Abbiamo etichettato, sistemato e catalogato tantissimi libri e nei momenti in cui non avevamo animazione alla lettura non sapevo bene che fare. Dalla scorsa settimana, invece, si sono mosse molte cose: mercoledì scorso abbiamo fatto il sapone con le operatrici della Biblioteca e del CEDIN, oggi abbiamo insegnato a fare la pasta fresca ad un gruppo di donne del paese che ci ha proposto uno scambio di ricette e informazioni.

Ci sono vari bambini che quotidianamente vengono per fare ricerche e studiare (soprattutto quelli che non hanno i libri di scuola) e talvolta, come oggi, anche degli adulti (oggi è venuta una madre con un bimbo piccolissimo chiedendomi il libro di V primaria perchè doveva fare un compito), ma anche giovani a esercitarsi in dattilografia con le care vecchie, e da me tanto amate, macchine da scrivere.

Questa non è l’unica biblioteca a cui mi sto interessando. Da subito Elba mi ha raccontato di una biblioteca nella seconda scuola statale comunale di El Tejar, molto in disordine, piena di polvere e che necessiterebbe di essere sistemata per fare animazione alla lettura anche lì. Così mi sono proposto di andare a sistemarla mercoledì mattina. Oggi siamo andati a vederla: lo spazio è piccolino, ma accogliente, il materiale di cui dispongono è buono, la direttrice è molto disponibile e siamo organizzati così :lei la fa pulire e sistemare ed io, inseme ad alcuni alunni, riordinerò i libri. Mi emoziona questo nuovo impegno. Penso sia importantissimo che questa biblioteca funzioni: in questa scuola tutti i giorni vanno più di mille bambini e sarebbe ottimo avvicinarli alla lettura ed ai libri.

Maestre esemplari

Al CEDIN abbiamo trovato una scuola di pre/scolarizzazione ben strutturata, con maestre preparate e sopratutto molto motivate, accoglienti e simpatiche. In queste settimane stiamo affiancando principalmente la sezione Kinder, coi bambini più piccoli. Devo riconoscere di essere molto stupito per la preparazione delle maestre.

Non mi aspettavo di trovarle così ben formate a livello scolastico e sui programmi da seguire e neanche mi aspettavo fossero così tanto appassionate di infanzia e di educazione dei bambini. L’allegria con cui si approcciano e la professionalità con cui costruiscono le attività è da ammirare.

Spesso penso che a molti pigri operatori italiani (che mi è capitato spesso di conoscere) andrebbe mostrato come esempio. Non nascondo l’ammirazione per il lavoro che fanno e la felicità di aiutarle. I bambini ci accolgono con grande affetto tutti i giorni, anche quelli delle classi che meno frequentiamo. Ogni mattina si inizia accogliendo i bambini e si segue ballando e cantando. A metà mattinata si svolgono delle attività manuali che vanno dall’uso della colla a tecniche molto varie (puntini,bucherelli,sezioni…) con temi ogni giorno differenti, così che già da molto piccoli imparano un sacco di informazioni interessanti.

In cattedra

Negli ultimi 10 giorni, ho deciso di lanciarmi e provare a dare lezioni di inglese ed informatica per adulti e bambini. In inglese per adulti, ho già preparato un piano per 7 incontri, devo solo trovare un libro da donare alla biblioteca di grammatica inglese in spagnolo.
Seguirò anche le classi di informatica della sesta primaria, inizio dopodomani. Ho deciso di farlo perchè penso sia il gruppo su cui sia più importante sviluppare interventi educativi: 13 anni è un’età complicata secondo le statistiche e quello che mi raccontano (qui l’età in cui si hanno i primi figli è molto precoce) ed essendo uomo potrei riuscire ad avere un canale comunicativo con i giovani maschietti e con la scusa dell’informatica e del web, iniziare a conoscerli meglio.

Con questo è tutto, anche se ci sarebbero tante altre cose: incontri, parole, persone e storie di questo progetto che mi sta coinvolgendo, ma che è ancora in fase di nascita. Col tempo vi farò sapere meglio come stanno andando tutte le attività.



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