Moldavia: missione a Chişinău

Conoscere la realtà dei centri comunitari per bambini e adolescenti, osservare le differenze rispetto all’Italia e formare il personale suggerendo eventuali proposte. Il racconto del Dott. Gialuca Geri, psicologo e formatore, in visita a Chisinau nell’ambito del progetto di IBO Italia.

Nell’ambito del progetto denominato “Scambio di buone pratiche tra Italia e Moldavia la prevenzione della devianza minorile“, sono stato inviato a Chişinău dal 14 al 20 settembre scorso.

Il progetto propone un intervento di formazione socio-educativa per gli operatori, specialmente educatori, della Direzione Municipale per la protezione dei diritti del bambino, nei centri comunitari di Chişinău. La formazione riguarderà competenze e ruoli, nella relazione d’aiuto educativa, dell’educatore sociale per fronteggiare il rischio devianza e le situazioni estreme che possono portare alla tratta dei minori.

Il mio compito era di conoscere, affiancando gli educatori e gli specialisti, la realtà dei centri comunitari per bambini e adolescenti, osservare le differenze rispetto all’Italia e formare il personale suggerendo eventuali proposte. Sin dalle prime parole, ho compreso la profonda ferita sociale che vive la città e tutto il paese a causa dalla forte emigrazione delle donne in particolare, e il conseguente crollo della famiglia quale istituzione per l’educazione e la trasmissione dei valori alle nuove generazioni. I bambini e i ragazzi, si trovano, quindi, a vivere un importante vuoto interiore che comporta il reale rischio di agire comportamenti devianti. Durante il volo mi chiedevo “Come saranno questi bambini traumatizzati che, nella maggioranza dei casi, stanno crescendo, nella fase più difficile della loro vita e di maggior bisogno, senza la mamma?” “Come potranno affrontare le difficoltà del crescere e della vita, senza l’amore e l’educazione della mamma?”

Unificati i servizi sociali, pedagogici e psicologici, il sistema appare un’organizzata struttura modulare funzionalmente separata (ogni persona, ogni ufficio, svolge unicamente il proprio ruolo con attenzione, competenza, professionalità e, data la delicatezza del compito, umanità), il tutto coordinato efficientemente dalla Direzione Municipale con un unico obiettivo fondamentale: aiutare ed educare i ragazzi. Date le poche risorse a disposizione, tutto è ottimizzato ed efficace al fine di raggiungere l’obiettivo: nulla e’ lasciato al caso.

Questo e’ quello che ho compreso parlando; anche in Italia si sentono tante belle parole, ma poi? Tra il dire e il fare, c’è di mezzo un abisso e per innumerevoli, svariati motivi, i fatti che seguono non coincidono mai con i discorsi e i progetti. Immergendomi nella realtà dei centri (48 per circa 7000 minori registrati), ho conosciuto persone cordiali, ospitali, informali ed estremamente competenti e professionali. Quando, poi, ho visto iniziare ad arrivare i bambini (naturalmente vanno ai centri dopo la scuola), ho avuto una bellissima sorpresa: nonostante il vissuto traumatico e di povertà che vivono, appaiono sereni e felici (se poi li confrontiamo con i coetanei italiani…).

Li ho visti sentirsi a casa, non solo in un centro dove fare i compiti e occupare il tempo libero.
Li ho visti salutare le operatrici abbracciandole come se fossero in una famiglia felice.
Il sorriso sereno, nonostante tutto, dei bambini penso sia il miglior risultato che si possa ottenere.

Conseguenze dello svolgere il proprio compito con passione e amore (per i bambini e per la professione) unite alla competenza e alla professionalità. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare (in particolar modo conoscendo a fondo il comportamento dei bambini italiani) non ho percepito, nè assistito a comportamenti aggressivi o competitivi, come se fossero educati alla cooperazione, alla solidarietà, alla condivisione delle esigue risorse a disposizione.

Ho potuto conoscere anche una scuola di boxe, parallela a un centro, nel educazione al rispetto. Un altro centro raggiunge i medesimi obiettivi mediante la via della musica, della danza, del canto e dei laboratori multimediali (audio e video). Ogni singola attività è progettata e condivisa (in funzione delle realtà sociali e delle necessita’ dei ragazzi) nell’equipe del centro e approvata e coordinata dalla Direzione Municipale.

Quando ho avuto il piacere e l’onore di proporre attività ai bambini (anche e soprattutto al fine di formare gli operatori all’utilizzo di strumenti proiettivi per conoscere meglio la realtà interiore dei ragazzi, che spesso faticano a condividere consapevolmente a parole con gli adulti), sono rimasto impressionato dall’attenzione con cui hanno partecipato ed ho avuto la possibilità di notare e far notare le differenze tra le diverse applicazioni delle tecniche. Ho anche avuto conferma che i bambini ed il loro mondo interiore simbolico, nonostante le differenze (sociali, culturali, tradizionali), sono uguali in ogni parte del mondo. La gioia e l’energia positiva liberata dai ragazzi dopo le favole e il disegno di gruppo (le tecniche proposte), il desiderio di cantare per me, l’attenzione con cui sono state ascoltate le mie parole alla tavola rotonda conclusiva e l’interesse professionale per le tecniche proposte, mi danno la consapevolezza di aver lasciato traccia del mio breve ma intenso passaggio a Chisinau.

Quanto ho lasciato io e quanto la città e le persone meravigliose che ho conosciuto hanno lasciato in me, e’ difficile dirlo e impossibile quantificarlo, ma se il titolo del progetto è “scambio di buone pratiche tra Italia e Moldavia”, si può dire, in conclusione, che l’obiettivo è stato raggiunto.

Grazie Chişinău, a presto.

Dott. Gianluca Geri

Logo-Reegione-Emilia-RomagnaScambi di buone pratiche tra Italia e Moldavia sulla prevenzione alla devianza minorile”, è un progetto co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna che vede IBO Italia capofila e com partner ISCOS Emilia Romagna, Gazeta Basarabiei, Direzione Municipale per la Protezione dei Diritti del Bambino e Associazione Copii in Dificultate.

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