Mundgod, India: in un giorno di pioggia tutto può succedere

In un giorno normale, in un giorno di pioggia tutto può succedere

I miei occhi si aprono per la prima volta verso le 6 del mattino a causa di mille voci, mille schiamazzi: porte che sbattono, piedi che corrono facendo tremare la terra. È iniziato un nuovo giorno.

La sveglia, però, suona come sempre alle 7.30. Il mio corpo rimane fermo, immobile nel letto, per poi avvolgersi e riavvolgersi nel lenzuolo e nella coperta di lana. Speri che tutto intorno a te si fermi per lasciarti ancora del tempo, per soffermarti ad ascoltare il tintinnio della pioggia quando cade al suolo, quando improvvisamente cambiando la sua velocità cambia anche la melodia.

Guardando nuovamente l’orologio ti accorgi di essere in ritardo, ma solo in ritardo per la colazione. La cucina, per un’ora circa, si ferma. È l’unico momento in tutta la giornata in cui è pulita vi regna il silenzio.  Stamattina, però, la moka infrange questo silenzio. È un altro giorno: è il presente, è oggi. E ha smesso di piovere.

Intravedo, in fondo alla strada, alcuni dei bimbi della nursery arrivare. È sabato e non indosssano la divisa: oggi più che mai sono se stessi, con i loro vestiti, con i loro ornamenti, con la loro cartella sulle spalle e il tiffin tra le mani. Sono buffi, ma incredibilmente stupendi come ogni bimbo sulla faccia della terra. Mi corrono incontro gridando:Good morning Shanti teacher” e senza rendermene conto me li trovo attorno alle gambe, avvinghiati in un unico abbraccio e dall’alto mi riempio il cuore di felicità ammirando i loro occhioni neri, gioiosi e sorridenti. È un altro giorno: speciale.

Richiudo gli occhi per un sonnellino pomeridiano e il suono delle mani che bussano alla mia porta mi sveglia. È ora di prendere un’altra boccata d’aria, quella fresca, monsonica. Mi preparo e con 2 ragazze della boarding vado a fare un giro in città. Dobbiamo fare una commissione e ci dirigiamo verso la jeep che ci porterà alla Colonia Tibetana.

Chiacchierando con una di loro, comprendo che questo luogo, è quasi sconosciuto visto solamente dal finestrino. Mi rendo conto di quante volte io l’abbia vista, da quando sono qui. Di quanto il significato della parola “libertà” in questo giorno, in questa esperienza abbia un valore particolare e penso alla libertà stessa che ancora oggi è una fortuna, un lusso, un sogno e forse un miraggio. La libertà: una delle tante cose che caratterizza l’India come luogo ricco di piccoli ed enormi contrasti. Il tempo scorre veloce e senza accorgermene è sera e mi ritrovo nella mia stanza a scrivervi queste parole, a raccontarvi quei pensieri che scorrono nella mente e che hanno voglia di fluttuare nell’aria per raggiungere le vostre orecchie ed essere letti dai vostri occhi.

Per rendere ancora questo giorno particolare, un giorno diverso dagli altri: un giorno da ricordare.
Ancora una volta alla mia porta suonano strani rintocchi, come una parola d’ordine, sono alcune delle ragazze che convivono con me nella boarding o forse sono io che condivido la mia stanza all’interno della palazzina. Vengono a trovarmi, a scambiare due chiacchere e a vedere alcune foto: semplici e ricchi istanti.

Vivendo con loro imparo a conoscerle, a condividere le loro gioie, le loro paure, a scoprire ed ascoltare le loro storie. Ogni loro storia per me è un dono prezioso da condividere con voi.
Oggi una di loro, vedendo che stavo scrivendo, mi ha chiesto cosa scrivevo ed io le ho risposto che stavo raccontando di loro, dei bambini della nursery e della realtà di Mundgod, una briciola d’India.
Mi ha chiesto come mai raccontavo tutto ciò e la mia risposta ha suscitato in lei un abbraccio che veniva dal profondo del cuore: “Racconto di voi perchè siete entrati nella mia vita rendendola migliore; racconto di voi perchè siete importanti e speciali; racconto di voi perchè sono le piccole cose che arricchiscono il mondo; racconto di voi per aiutare le persone che hanno smarrito i sogni, le speranze; racconto di voi perchè voglio far conoscere alle persone che amo ciò che sto vivendo”

In un giorno normale, in un giorno di pioggia tutto può succedere: ed è proprio quel tutto che prima di coricarmi mi regala un sorriso che riempie il cuore, un sorriso che dono a voi augurandovi una Dolce Notte. Augurandovi un altro giorno, normale o speciale, ma che valga la pena ricordare.

Shanti volontaria IBO in servizio civile in India



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