Natale 2018: siamo disposti ad andare oltre i limiti che oggi ci sembrano insuperabili?

Carissimi,

sto sempre seguendo con molta attenzione e interesse tutto quanto state scrivendo e lo scambio di idee, di riflessioni e di proposte che avete tra di voi.

In questo tempo natalizio, pensando a quanto mi dicevano i miei Superiori religiosi di Roma in occasione dei miei 80 anni, quindi 8 anni fa,: avrei dovuto allontanarmi subito dall’ IBO. Mi dicevano: “Se è opera di Dio, andranno avanti tranquillamente. Se l’opera è solamente degli uomini, saranno loro stessi a mettere fine alle loro attività”! Ma in quelli anni pensavo a quanto diceva Madre Teresa: “Gesù ha detto che avrete sempre dei poveri tra voi e … finché ci sono loro non posso tirarmi indietro“.

Se volete fate pure astrazione delle mia persona. Fate delle scelte che possono dare senso e significato alle vostra attività, accettando ogni opportunità da sfruttare pure di andare avanti con la certezza che tanti giovani ancora oggi sono disposti a sfidare le provocazioni che ci vengono da una Società sempre più ripiegata su se stessa con il rischio un domani di essere travolta da chi vuole imporre un mondo gaudente nel quale ogni valore viene soffocato da un egoismo imperante.

Qui penso ai vari progetti ai quali non abbiamo potuto dare corso negli anni passati. Forse perché non avevamo più fiducia nelle nostre capacità di essere creativi e/o di realizzarli.

Oggi corriamo il pericolo di volere semplificate tutto e di accettare soltanto progetti riconducibili a dimensioni ridotte, facilmente controllabili e gestibili. Ragionando così riduciamo le nostre attività al minimo sia in quantità sia in entità; ciò significa a volere naufragare in breve tempo.

Una domanda: siamo disposti ad andare oltre i limiti che oggi ci sembrano insuperabili perché siamo frenati da una certa prudenza che ci suggerisce di fare soltanto scelte che non ci impegnano più dell’indispensabile?

Approfitto del Santo Natale per fare una semplice riflessione. Non è un mistero per nessuno che in questi tempi si sta desacralizzando le prossime Feste Natalizie. Il “Pensiero Unico” sta suggerendo che il Cristianesimo è una ideologia che ha fatto il suo tempo. Ora dobbiamo prendere in considerazione soltanto il “carpe diem” dei Romani, godendosi la vita, tanto dopo c’è il “Nulla”!

Siamo a Natale; come Papa Francesco suggerisce prendiamo in mano il Vangelo. Dobbiamo tutti essere più buoni. Facciamo anche noi delle “Buone azioni” ma ricordiamo che avranno un senso compiute se le facciamo: “Nel mio nome” dice Gesù. Certo, il bicchiere di acqua, l’assistere l’indigente, il malato o l’emarginato avranno il loro premio se compiuto “nel mio nome” dice sempre Gesù! In povere parole: non rinunciamo alla nostra identità cristiana!

Allora festeggiamo Natale mettendo il Bambino Gesù al centro, preghiamo la Vergine Maria di accogliere Gesù come l’ha accolto Lei. Fiduciosi nella divina presenza del Signore nelle nostre scelte, potremo iniziare il 2019 con la certezze che se Dio è con noi potremo realizzare tanti nostri progetti sognati a favore di tanti diseredati del mondo d’oggi!

Se non ho inviato prima questo scritto che si riffa a alcune riflessioni espresse tanto tempo fa è unicamente con la speranza che possiamo trovare il coraggio di rinnovarci con la certezza che l’IBO Italia ha ancora qualcosa da offrire a quanti aspettano da noi gesti di solidarietà, di amicizia e di amore.

Augurando a tutti un santo e felice Natale e un lieto e prospero Anno Nuovo 2019, chiedo a Gesù e Maria di benedirvi oggi e sempre!

Padre Angelo Marcandella, Fondatore e Presidente Onorario di IBO Italia



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