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Non so bene dove sto andando, ma sono sulla mia strada

di Gaetano Valicenti

La vita, si sa, è strana, ma può riservare bellissime sorprese se vissuta intensamente, con coraggio, curiosità, pensando positivo, e credendo nella bellezza dei propri sogni. La vita, si sa, riserva anche difficoltà, ma non perdersi d’animo ed avere sempre progetti ed idee mi ha aiutato molto. Sin dai tempi dell’Università ho sempre sognato di fare un progetto di volontariato, ma per diversi motivi non mi è stato possibile. Finché un giorno, dopo essermi licenziato bruscamente dall’azienda belga ho pensato: “Ecco il momento giusto per il progetto di volontariato, per una sfida diversa dalle altre fatte”.

Una breve premessa: mi chiamo Gaetano Valicenti, sono un ingegnere lucano di 30 anni. Dopo gli studi e le prime esperienze lavorative in Italia, sono partito alla scoperta dell’Europa con diversi progetti europei. Ho sempre sognato di diventare un cittadino europeo, e l’Europa mi ha offerto tante possibilità. Prima il progetto Leonardo in Francia, a Versailles, poi un Erasmus per giovani imprenditori in Spagna, a Valencia. Poi sono partito alla volta di Bruxelles dove ho trascorso un anno stupendo, per crescita culturale, professionale e sociale: ho iniziato con uno stage in un ente Europeo, trovando in seguito lavoro come Responsabile Tecnico nel settore dei trasporti. Mi reputo un ragazzo fortunato, tutte le mie esperienze all’estero sono state positive e felici: di mio, ci ho messo entusiasmo e voglia di fare belle esperienze.

Leggendo quotidianamente internet, diversi siti di volontariato e SVE, appena ho letto del progetto estone (un anno in Estonia, presso il Banco alimentare estone) ho subito pensato: ‘Eccolo, questo è il MIO progetto!!!’. Il tema del waste food è vicino ai miei interessi (sostenibilità, ambiente e gestione dei rifiuti) ed ero incuriosito dalla doppia missione di lavorare per l’ambiente e per il sociale. Inoltre, la sede del progetto era affascinante, semi sconosciuta ed ai confini dell’Europa. Ho inviato la mia candidatura, e, si sa, la vita riserva sorprese, la fortuna aiuta gli audaci: mi hanno selezionato per il progetto!

Molte emozioni all’inizio, entusiasmo, curiosità per una cultura, clima, tradizioni, differenti, ma anche paura, insicurezza legata al cambio brusco di carriera professionale. Ho rotto gli indugi ed ho fatto il mio biglietto, per quella che si sta rivelando una delle esperienze più felici della mia vita. Il 25 Aprile 2015 sono arrivato a Tallinn! Dopo i primi giorni di ambientamento nella mia nuova città avevo la mia nuova casa, la palestra, il mio parco preferito (Kadriorg Park, anche residenza del Presidente dell’Estonia) e delle impressioni molto positive su Tallinn, soprattutto per la gentilezza degli estoni nel dare informazioni, per la loro ottima conoscenza dell’inglese, la puntualità dei trasporti e la copertura wi-fi praticamente ovunque.

Così è arrivato il primo giorno di lavoro presso il Banco alimentare estone, nato esattamente 5 anni fa a seguito dell’iniziativa di Piet Boerefijn (premiato come cittadino dell’anno in Estonia nel 2010), il quale realizzò che in Estonia e negli paesi baltici non ci fosse un servizio solidale strutturato per l’aiuto dei poveri (concetto molto diffuso nell’Europa meridionale dove la Chiesa da sempre offre questo tipo di servizi). In sintesi, Toidupank (la traduzione di banco alimentare in estone) raccoglie i cibi di scarto provenienti dalla grande distribuzione, li conserva temporaneamente nel proprio magazzino per poi distribuirli ai meno abbienti. La distribuzione del cibo viene svolta direttamente da Toidupank consegnando food boxes due giorni alla settimana (per un totale di circa 1700 famiglie al mese servite) presso case sociali, orfanotrofi, centri di recupero, Chiese. Inoltre, quotidianamente diverse associazioni caritatevoli vengono a ritirare il cibo dal magazzino per poi redistribuirlo a loro volta.

Toidupank inoltre per due volte all’anno riceve degli aiuti alimentari dall’Europa ed organizza delle giornate di distribuzione del cibo in diversi punti della città: la mia prima settimana di lavoro l’ho trascorsa distribuendo gli aiuti nel quartiere russofono di Lasnamae, il più popoloso di Tallinn. Infine, Toidupank organizza circa quattro volte l’anno delle campagne di raccolta di cibo nei supermercati di Tallinn. Il mio lavoro è quello di aiutare il Banco alimentare in tutte le sue fasi operative su descritte, aiutando nel trasporto, stoccaggio e distribuzione del cibo, nelle campagne di raccolta nei supermercati e nelle giornate di distribuzione nei vari quartieri della città.

Gli inizi non sono stati facili, ma con il passare del tempo mi sono innamorato di questa terra, della sua Natura incontaminata e paesaggi fiabeschi, degli splendidi tramonti osservati in riva al mare ogni volta che andavo a correre sul lungo mare di Pirita. Il progetto di volontariato è stata una scossa per la mia vita, concedere parte del proprio tempo ed impegnarsi per il prossimo è un’azione che fa sentire bene, che infonde serenità, che fa capire quanto sono/siamo fortunati nella nostra vita per le cose che abbiamo, e vedere il sorriso di un bambino nel ricevere un cornetto in un orfanotrofio, o ricevere un grazie da una madre al ricevimento degli aiuti mi hanno reso felice.

Una componente importante della mia meravigliosa Estonia sono le amicizie che ho stretto sul posto. Gli amici sono il segreto di una vita felice, e in Italia si dice: ‘chi trova un amico trova un tesoro’. Tra i miei migliori amici c’è Kapil, indiano, coinquilino e compagno di molte avventure. A casa si respira un’aria internazionale, i miei coinquilini vengono dall’India, Australia, Estonia e Russia. Con i miei amici abbiamo visitato Helsinki, oltre a Tartu (importante città universitaria estone) e Riga.

Sto scrivendo uno dei capitoli più belli della mia vita, sono felice di dare il mio contributo per aiutare i meno fortunati e nel contempo conoscere aspetti nuovi di me.

Consiglio a tutti un’esperienza di volontariato, nel proprio Paese o all’estero: la lingua della solidarietà, dell’aiuto reciproco, della serenità e del sorriso è uguale dappertutto nel mondo. Fare volontariato fa bene all’anima,sono semplici azioni che possono dare tanto a chi è meno fortunato di noi.

Un saluto, sorridente e positivo, da Tallinn: in conclusione vi lascio con le frasi che meglio descrivono il mio stato d’animo durante questa esperienza di volontariato.

‘Tra vent’anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.’

IV Classificato Concorso Letterario IBO 2015



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