Interni Centro Pinocchio

Perchè ogni bambino abbia diritto a sognare che tutto sia possibile

Manu è un bambino che frequenta il Centro Pinocchio praticamente da quando è nato. Ha un padre molto giovane che non si prende cura di lui, la madre l’ha abbandonato molto piccolo, trascorre il suo tempo con gli zii che rispettivamente hanno 10 e 15 anni e vive con loro e i nonni in una stanza con due letti.

La cosa eccezionale di Manu, che lo rende speciale, sono gli occhi, questi occhioni marroni che ti guardano e sembrano comprendere cose che un bambino della sua età non dovrebbe nemmeno conoscere. Gli occhi di Manu irradiano sempre felicità, sono sempre sorridenti, ma se si guardano con attenzione e più nel profondo si notano le cicatrici che la vita gli ha lasciato, nonostante la sua tenera età.

Ho conosciuto Manu 8 mesi fa, e a malapena sapeva parlare, riusciva a pronunciare solo poche parole per farsi capire e la maggior parte del tempo le urlava per farsi rispettare, non riusciva nemmeno a pronunciare il mio nome ed è per questo che ha cominciato a chiamarmi Mov (Viola in rumeno) e l’unica cosa che diceva era Mov, Mov, Mov ogni due secondi.

Ogni giorno in cui Manu arrivava al Centro la mia giornata cambiava, grazie al suo sorriso le giornate divenivano più leggere. Ed è così che è nata la nostra amicizia. Piano piano ho conquistato la sua fiducia e Manu ha iniziato a venire più assiduamente fino a che un giorno, con orgoglio è venuto da me e mi ha detto “am venit singur” che in rumeno significa “sono venuto da solo”.

Io non potevo credere che un bambino di 4 anni e mezzo avesse attraversato la città da solo per venire da noi e proprio in quel momento ho realizzato l’importanza di ciò che stavamo facendo.

Giorno dopo giorno l’ho visto crescere, diventare più sicuro di se, iniziare ad integrarsi, a giocare con altri bambini, a non voler più essere al centro dell’attenzione di noi grandi ma cercare bambini della sua età, a colorare dentro gli spazi, a chiedere per favore quando ha bisogno di qualcosa e dire grazie quando gli si fa un piacere. L’ho visto chiedere di poter andare a scuola, di fare i compiti come gli altri bambini e non solo colorare disegni.

Questo è il bello della storia, ma purtroppo la realtà fuori dal Centro Pinocchio è molto più amara.

Manu è stato iscritto alla gradinita perché ce l’ha chiesto lui, è stato accompagnato dalla nostra educatrice Monica la prima mattina ed è stato respinto da tutte le educatrici dell’asilo perché sporco e puzza. Il secondo giorno di scuola Manu è stato accompagnato all’asilo dallo zio (10 anni) ed è stato mandato a casa dalla maestra prima della fine dell’orario perché ha i pidocchi. Il terzo giorno Manu non si è presentato a scuola.

Sembra impossibile, ma accade davvero. A Panciu, Romania, Unione Europea un bambino di 4 anni e mezzo, non ha riconosciuto il diritto ad andare a scuola.

Quando gli si chiede cosa vuol fare da grande, Manu risponde il poliziotto o che vuole essere come Fulger Mc Queen (il cartone animato della Disney per il quale impazzisce). Ma soprattutto, quando si parla con lui dice “vreau sa ma duc la scuola (Voglio andare a scuola)“.

Quello che posso dire è che Manu mi ha conquistato il primo giorno che l’ho conosciuto con il suo sorriso, la sua tenerezza e quell’aria da duro che in realtà nasconde un’immensa fragilità. Per questo che gli auguro di riuscire nella vita a realizzare ogni suo sogno ed a cambiare il suo destino che sembra essere segnato dalla nascita.

Ed è per questo che la nostra presenza come volontari è importante, perchè ogni bambino abbia diritto di sognare che tutto sia possibile.

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