Plein la Bobine

Prima di Marzo non sapevo cosa volesse dire partecipare a un’esperienza di volontariato internazionale.

Sono laureata in Relazioni Pubbliche e Reti Mediali, ma nell’ultimo periodo, come molti altri ragazzi, sono alla continua ricerca di una stabilità lavorativa. Tra le varie offerte online, lo scorso Marzo mi sono imbattuta nel campo di lavoro “Festival Plein La Bobine 2017”, un’esperienza di volontariato internazionale in Auvergne (Francia). Preso un po’ di coraggio, per l’esperienza nuova e mai affrontata, a metà Maggio mi sono ritrovata su un pullman direzione La Bourboule. Non mi ero fatta grandi aspettative, essendo il mio primo campo di lavoro non sapevo a cosa andavo incontro.

Arrivata a destinazione sono stata accolta da una tortilla messicana di patate, formaggio, cipolla e salsa chili; nove ragazzi da tutte le parti del mondo sono diventati per un mese i miei nuovi compagni di stanza. Inizialmente la convivenza non è stata semplice, ognuno aveva le proprie abitudini, i propri cibi, seguiva le proprie consuetudini, ma un po’ alla volta da nove individui siamo diventati un gruppo; ogni sera si mangiava un piatto di un paese diverso, si beveva tè come piaceva alla ragazza ucraina, si comunicava, ognuno con le proprie difficoltà, solo in Inglese e Francese.

L’attività di volontariato per il Festival Internazionale si è svolta sotto la supervisione di un “responsabile artistico”, che attraverso composizioni e attività creative ci ha introdotti al tema del Festival: “Due/duel” – “Doppi/opposti”. In pochi giorni le stanze della manifestazione si sono riempite di disegni, creazioni in stoffa e sculture in ferro tutte legate al tema del concorso.

Il campo si è quindi svolto all’insegna “dell’internazionalità”; abbiamo cenato con produttori e registi di cortometraggi da tutto il mondo, dato informazioni a scuole provenienti da diverse zone della Francia, mischiato suoni e parole di diverse nazionalità.

Le immagini legate a questa esperienza sono molteplici: i miei due compagni russi che cercavano, inutilmente, di imparare parole francesi, lontanissime dai suoni “duri” della loro lingua; il direttore artistico che mi incitava a essere meno “mentale” e più creativa; il bagno, durante un pomeriggio di riposo, alla fonte calda di acqua termale della città.

Una su tutte resterà però l’immagine di questa esperienza: il video della serata di apertura del Festival international du cinéma jeunes publics du Massif du Sancy 2017. Provare per credere.

Giulia Rosa Brusin, volontaria IBO Campi di Lavoro e Solidarietà, Francia
Concorso Letterario 2017 “Racconti di una esperienza”



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