padre angelo

60 anni IBO| Sapere da dove veniamo per andare dove vorremmo

Nel 2017 IBO Italia compirà 60 anni. Era il 1957 infatti quando Padre Angelo Marcandella portava anche in Italia l’esperienza nord europea di Soci Costruttori. Per l’occasione inauguriamo oggi una rubrica fissa per rivivere quei momenti, leggere quelle storie, scoprire le emozioni di allora. A scriverla sarà… proprio Padre Angelo, ma contributi e commenti sono benvenuti da parte di vecchi e nuovi soci! Scrivete a dino.montanari@iboitalia.org

Novembre 2016

Cari Amici,

la maggiore parte di voi non mi conosce e perciò in questo primo contatto vi voglio raccontare un po’ della mia storia che oggi siete voi a portare avanti.

Quando nel 1956, Padre Werenfried van Straaten, ideatore e fondatore della “ Bouworde – Compagnons Batisseurs “ mi chiese se era possibile trovare anche in Italia giovani disponibili a prendere parte a campi di lavoro – volontario e gratuito – nonché di vedere dove era possibile intervenire presso famiglie,comunità, enti, parrocchie, in stato di bisogno. I miei Superiori religiosi acconsentirono e mi lasciarono libero di tentare questo apostolato.

E’ stato normale iniziare da Trento perché ho trovato subito una persona direttamente interessata a questo genere di proposta nella persona dell’Ing. Giuseppe Veronesi all’epoca sindaco di Rovereto.

Oggi guardando indietro quel lungo cammino, vivo con la segreta speranza che tutti questi anni non siano stati spesi troppo male e che altri possono portare avanti il messaggio cristiano che i “Soci Costruttori” hanno cercato di testimoniare con il loro impegno personale, nonché come associazione di volontariato.

Mi si perdonerà se intendo ricordare che negli anni 1956/57, parlare di volontariato non solo gratuito, ma in più, di dare un contributo per potere lavorare per gli altri, era considerata una proposta pazzesca. Le prime reazioni, venute da ambienti vicini al mondo cattolico, esprimevano bene il clima che si viveva a quei tempi. Comunque la proposta è piaciuta a molti giovani tanto è vero che dopo alcuni anni eravamo considerati come una realtà da proporre non soltanto ad ambienti vicini alla Chiesa, ma anche al mondo giovanile in generale. Infatti negli sessanta eravamo gli unici a proporre decine di campi di lavoro in tutta Italia e in Europa.

Le intenzioni di Padre Werenfried era di creare un movimento di giovani cattolici, i quali dimenticando gli orrori della guerra e ogni spirito di vendetta, fossero disponibili a rimboccarsi le maniche e a sporcarsi le mani per condividere le condizioni di vita delle popolazioni, specialmente profughe dai paesi dell’Est europeo.

A questo punto mi sembra doveroso ricordare che l’ispirazione cristiana, alla quale ci richiamiamo volentieri, sia sempre la nostra guida nella costruzione di una società a dimensione umana. Se si dimentica e/o si rinnegano le radici spirituali del nostro operato e se i criteri del nostro servizio diventano puramente utilitaristici, la caratteristica del nostro volontariato rischia di andare perduta.

Pertanto a tutti vorrei ricordare alcuni punti i quali, per me, sono fondamentali se vogliamo rendere credibile il nostro ruolo nel mondo del volontariato.

Primo. Tenere presente che i veri protagonisti dei nostri interventi debbono rimanere le persone in stato di bisogno.

Secondo. Nella scelta dei nostri progetti dobbiamo mirare ad interventi che rispondono ai desideri e alle aspettative delle persone e/o comunità che ci interpellano.

Come alcuni fa, vorrei ricordare che nella scelta della mia vita religiosa e sacerdotale ho avuto la fortuna di conoscere la vita di Padre Damiano di Molokai, che consacrò il suo apostolato affinché i lebbrosi del suo tempo potessero riavere la loro dignità di esseri umani.

Vi auguro di incontrare anche voi, oltre al Signore Gesù, persone che, come lo è stato per me Padre Damiano, vi incoraggino a perseverare nelle vostre scelte di vita!

Il Signore Vi benedica oggi e per sempre.

Padre Angelo, ss.cc.



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