Tante piccole cose ti fanno sentire come a Casa

E’ bello e difficile allo stesso tempo prendersi del tempo per sè qui a El Tejar, in Guatemala, dove ormai sono da 4 mesi pieni, per buttare giù due righe sulla mia esperienza.

Pieni di tante cose, di tante esperienze, di tanti momenti preziosi che stanno creando in me tante riflessioni sulla mia cultura, su questa cultura, su me stessa, sui miei affetti, sulle mie abitudini.

Appena sveglia la mattina, dopo un buon caffè, io e Silvia, la mia compagna di avventure guatemalteche, ci dirigiamo al CEDIN, una scuola materna dove bambini tra i 3 e i 6 anni si avvicinano per la prima volta al mondo dell’istruzione, si balla, si canta, si fanno attività manuali, ci si sporca di colla, delle lacrime dei bambini di 3 anni che per la prima volta lasciano la mamma per stare a scuola e ci si sporca anche di frijoles, i fagioli che sono la merenda preferita di tutti! Le maestre che lavorano al CEDIN sono preparate, ci mettono tanto impegno, professionalità e amore. Quello che facciamo io e Silvia è molto semplice e allo stesso tempo richiede tante energie, e si tratta di appoggiare e seguire le maestre aiutandole in tutto quello in cui possiamo essere utili.

I bambini ti vogliono bene, ti sorridono e nonostante siano bambini che vengono da famiglie davvero povere non mancano MAI di condividere quello che hanno con te.

Non ci manca mai la refaccion, la merenda a metà mattina, perchè ci sommergono di pane e fagioli, di gelatina, di latte e cereali e non puoi tirarti indietro.

Il pomeriggio, un corso di inglese con ragazzi che vanno dai 13 fino ai 24 anni. Non è certo un lavoro da poco cercare di regalare un pò di quello che sappiamo di inglese, in spagnolo..anche per noi è un bell’esercizio.

Un altro progetto che abbiamo proposto e che se tutto va bene inizierà a febbraio e speriamo funzioni è un corso di teatro coreografico. La nostra intenzione è quella di proporre, a una fascia di età difficile in Guatemala, quella della pre adolescenza e adolescenza, un’alternativa educativa attraverso il teatro e la ginnastica artistica.In questo io e Silvia ci stiamo impegnando molto, e lei con l’esperienza nel teatro e io nella ginnastica vorremmo cercare di creare uno spettacolo a fine anno per presentarlo alla comunità e per sensibilizzare non solo i ragazzi ma tutti i tejareni sull’importanza del movimento e della coscienza del proprio corpo. Forse puntiamo un pò in alto ma ci buttiamo e ci proviamo. 

Un’altra attività da cui sto imparando e ricevendo tantissimo è l’attività con i nonnini degli “anni d’orati”, un progetto guatemalteco dedicato a signori over 60 in situazione di povertà che ogni giovedì mattina arrivano in biblioteca pronti per mettersi in gioco con qualche attività che gli prepariamo; passiamo da giochi di alfabetizzazione, molti non sanno né leggere e scrivere, a attività di manualità con argilla, o creazione di braccialetti, o giochi per fargli raccontare storie della loro vita..e ce ne sono parecchie poi cantiamo, facciamo risveglio muscolare.

Improvvisamente la biblioteca si trasforma in un posto dove tutti danzano seguendo la musica ad occhi chiusi e ognuno si può immaginare di essere in posti meravigliosi.

Guatemala-def

La nostra esperienza ha si un tempo limitato, ad agosto torneremo a casa, ma speriamo di riuscire a lasciare tanti piccoli germogli che con il tempo possano crescere e essere il cambiamento di cui in questi pueblos c’è tanto bisogno.

Il Guatemala è sicuramente un posto bellissimo, siamo circondate da natura, da un cielo azzurro che non si vede in nessun’altro posto nel mondo, siamo accompagnate in tutti i nostri tragitti da vulcani.. assistiamo a spettacoli della natura straordinari.

Uscire di casa e vedere un vulcano eruttare e sputare fuoco e sicuramente un’esperienza indimenticabile. Essere bagnati da piogge torrenziali e dover uscire di casa con stivali di gomma perchè le strade sono allagate. E poi augurare e sentirsi augurare buenos dias da tutte le persone che incontri sulla strada da e per il lavoro, o godersi un chocobanano quando torni a casa il pomeriggio, o un licuado alla frutta.

Tante piccole cose che riempono le nostre giornate di semplicità e cominciano a farci sentire questo posto come CASA.

Però è ancora un paese pieno di contraddizioni dove ricchezza e povertà sono ben evidenti. Dove, se è bellissimo vedere tanti colori della pelle, e dove ogni tratto della cultura arricchisce, allo stesso tempo lascia dietro di se tanta arretratezza. Dove bambine hanno bambini, dove a 12 anni rimani incinta perchè nessuno ti spiega che a 12 anni hai ancora diritto a un’educazione e a un altro tipo di vita. Dove spesso essere bambini significa lavorare, per aiutare la tua famiglia a sopravvivere. Un paese dove l’educazione deve diventare centrale per poter cambiare. E speriamo davvero che questi semini piccoli che stiamo seminando possano crescere e fiorire insieme ai sorrisi di questi bambini.

Sara Cicala, volontaria IBO in Servizio Civile in Guatemala



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