IBO Italia in Tanzania scuola primaria Iringa

Tanzania: il team di IBO Italia in missione dal 18 agosto al 3 settembre

Dopo le iniziative di sensibilizzazione organizzate a giugno, continua l’attività di IBO Italia per il futuro sviluppo e la sostenibilità economica dell’intervento di inclusione scolastica e sociale dei bambini con disabilità in Tanzania, dove l’organizzazione opera ha una propria sede ed opera con accreditamento dal 2018.

Il progetto in corso – denominato “WE CARE” (AID012590/09/6) con il finanziamento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – si concluderà a settembre 2025.  Per il suo monitoraggio si sta svolgendo una missione IBO Italia in Tanzania con la prospettiva di identificare proposte di ulteriore sviluppo da sottoporre a finanziatori privati oltre che istituzionali, come fondazioni, imprese impegnate nello sviluppo di progetti di cooperazione nel Paese e altre persone singole sensibili. WE CARE in questi anni (dal 2022) ha consentito a IBO di intervenire in 41 scuole primarie della Regione di Iringa consolidando un programma per la prevenzione, riabilitazione ed inclusione scolastica dei bambini e giovani con disabilità.

Dal 2018 l’intervento di IBO Italia ha raggiunto oltre 300 bambini con disabilità in circa 70 scuole; oltre a ciò con azioni di sensibilizzazione e formazione insegnanti locali ha raggiunto circa 5.000 studenti e 10.000 persone nella comunità locale.

Per saperne di più sul lavoro di IBO Italia in Tanzania, si può scaricare qui la presentazione dell’11 giugno

Aiuta la continuità dell’intervento di IBO in Tanzania

Per sostenere l’azione di IBO Italia in Tanzania si può utilizzare la pagina https://iboitalia.org/tanzania/ oppure per chi preferisse fare un bonifico si può fare tramite conto intestato a IBO ITALIA Emilbanca IT53R0707213001000000163364 causale: Donazione Tanzania

La continuità del lavoro di IBO Italia nei contesti della cooperazione internazionale è una sfida importante, data la difficoltà di reperire risorse per coprire la presenza dei nostri operatori in loco e i costi di struttura. Siamo riusciti con impegno, grazie alla professionalità del nostro staff, a intercettare risorse per le progettualità da fonti pubbliche (nel 2024 circa l’82% delle entrate), ma rimane il problema della sostenibilità economica del “presidio” nei Paesi, che a questi interventi “una tantum” danno continuità e garanzia di sopravvivenza.