compleanno-60 anni

Una giornata di emozioni, di incontri e di storie: un compleanno indimenticabile

Una giornata piena di emozioni, di incontri, di storie. Con tante persone di età e provenienze diverse, unite dalla voglia di festeggiare i 60 anni di IBO Italia. Per un compleanno indimenticabile.

E siamo ancora qui con più speranza che paura.
Fiorella Mannoia

E’ stato come ricaricare le batterie di energia positiva e speranza.
Patrizio e Nadia

Sabato 7 ottobre, presso il Seminario Arcivescovile di Ferrara, in molti hanno risposto all’invito di IBO Italia di vivere insieme un momento per parlare di volontariato e cooperazione in occasione dei 60 anni dalla fondazione. Da Padre Angelo Marcandella, 87 anni, che ha dato vita all’associazione in quegli anni, fino a Sara e Matilde, 17 anni, partite questa estate per un Campo di Lavoro in Calabria. Da Antonio Osele, uno dei firmatari del primo atto costitutivo, a Maddalena, 19 anni, tornata da un anno di Servizio Civile in Guatemala. E in mezzo a questi estremi anagrafici, tanti volontari di ieri, oggi e domani.

Erano presenti ed hanno fatto sentire la loro vicinanza ad IBO anche molti rappresentanti istituzionali che sono intervenuti durante la mattina con discorsi profondi e stimolanti, distanti da elogi di rito o scontati saluti da autorità, ripensando a questi primi 60 ma con un sguardo ben rivolto al futuro. Dal presidente di FOCSIV Cattai, dal Vescovo Perego, dal Sindaco Tagliani, dall’Assessore Regionale Bianchi e dall’Onorevole Boldrini, sono arrivati attestati di stima, uniti però alla richiesta continuare ad impegnarsi sia a livello internazionale sia nelle propria comunità locale per una cultura della solidarietà, così osteggiata in questo ultimo periodo.

Una tavola rotonda con Daniele Incerti, Luca Farina, Patrizio Giombelli e Maria Giovanna Speltini, volontari degli anni 60, 70, 80 e 90 ha unito un tuffo nel passato ad una riflessione sul significato che le esperienze vissute con IBO hanno avuto poi nella vita e nelle scelte di ognuno. Scelte che possono portare anche a rimanere nel luogo per cui si è partiti, come il caso di Letizia De Martino, che con leggerezza ha trasportato il pubblico presente a Dharavi, uno slum di Mumbai per raccontare i suoi 10 anni nella megalopoli indiana, inziati con un anno di Servizio Civile.

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E proprio i volontari (o sarebbe meglio dire le volontarie) IBO in Servizio Civile che in quel giorno terminavano il loro anno vissuto in Italia e all’estero, sono state le protagoniste di un pomeriggio denso di emozioni, condivisione e tanti momenti commuoventi. Perchè non era facile raccontare, raccontarsi ed aprire il proprio cuore per ripensare ad un anno così intenso e appena trascorso. Le parole a volte non uscivano, ma l’empatia che si era creata bastava per capire l’impegno, la passione, la fatica, le difficoltà, la gioia e la determinazione infusi in tanti giorni passati in Perù, Guatemala, India, Madagascar, Romania e Italia.

E a far passare con chiarezza ed evidenza un messaggio: il Servizio Civile all’Estero NON è l’Erasmus del volontariato.

Le periferie del mondo sono state la casa ed il luogo in cui operavano, e le stesse periferie, in particolare quelle di Lima, sono state le protagoniste del collegamento con la capitale peruviana per sentire Manuela Di Spaldro dalla sede di IBO Italia in Perù, insieme ai volontari dei Corpi Civili di Pace arrivate nel paese da alcuni mesi.

Festeggiare i 60 anni, con solo come punto di arrivo, ma per tracciare le linee di domani. Per questo la chiusura della giornata è stata dedicata ai volontari più giovani, alcuni dei quali ancora minorenni, ma già partecipi di iniziative di condivisione e solidarietà. I partecipanti allo Scambio Giovanile Erasmus+ “Food Across Borders” hanno deliziato il pubblico con un Coffee Break italo-rumeno-lituano, Sara e Matilde hanno invece raccontato il loro Campo 14/17 a San Leonardo di Cutro in Calabria. Giovani di adesso che raccontavano ai giovani di allora. Come una staffetta, in cui c’è chi ha il compito di iniziare e prima di fermarsi passa il testimone a chi parte dopo, correndo però fianco a fianco per alcuni istanti. C’è anche chi corre più veloce e chi va più lento, ma condividendo, ognuno con il suo stile, la direzione.

Un grazie di cuore va a chi c’era, ma anche a chi avrebbe voluto esserci e non ha potuto.

E da molti di questi, sono arrivate, nei giorni precedenti, telefonate e mail. Come questa

Credo che nel lavoro come nella vita conti molto l’approccio, l’atteggiamento di condivisione, la cura del particolare, l’attenzione per le cose semplici, la ricerca del bello, ed in IBO ho sempre notato questo. Vi ringrazio e festeggio con voi, per la professionalità, l’estrema serietà, ma allo stesso modo anche per la capacità di non prendersi troppo sul serio, mettendo al primo posto sempre le persone.
Cesare



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