Centro PInocchio Benvenuti

Un luogo dove sentirsi al sicuro

Questi ultimi mesi a Panciu haanno portato con sé emozioni ed esperienze diverse, arricchenti e stimolanti, anche se non sempre piacevoli o semplici da affrontare. Le attività sono state le più svariate: dalla festa di Halloween con maschere e costumi divertenti, ai laboratori all’asilo e al liceo finalizzati alla raccolta di vestiti, scarpe e materiale didattico da distribuire ai bambini del Centro Pinocchio. Dall’attesa di Mos Nicolae per la festa del 6 dicembre, ai preparativi per accogliere Mos Craciun, ovvero Babbo Natale, con canti, poesie, balli e tante altre sorprese.

Tuttavia, dietro alle tante proposte educative e ricreative, lo sappiamo, ci sono delle storie. Storie di bambini e bambine per i quali il Centro non è solamente un luogo dove è possibile fare delle attività divertenti, essere supportati nei compiti, ricevere un pasto e una merenda o stare al caldo per qualche ora.

Per molti di loro, è anche un luogo dove sentirsi al sicuro, esprimere la propria voglia di essere bambini e costruire relazioni sane.

Non possiamo allora non pensare a quanto può essere importante il Centro Pinocchio per S., una bambina di 11 anni, che la settimana scorsa ha deciso di scappare di casa. Qui le condizioni abitative sono di una precarietà estrema, soprattutto nel periodo invernale durante il quale a Panciu si arriva a parecchi gradi sotto zero e la neve ricopre ogni cosa. Ma la fuga di S. non nasce solo da questo, quanto dalle continue violenze domestiche a cui, purtroppo, assiste e di cui spesso è vittima. Nasce dai problemi di alcolismo dei genitori, così come dal loro non capire l’importanza del diritto all’educazione per la propria figlia.

S. scappa, quindi; la polizia la trova e la porta in un centro temporaneo per minori a rischio, da cui è poi rimandata a casa a patto che frequenti proprio il Centro Pinocchio. L’assistente sociale e le educatrici del centro si sono immediatamente attivate con la famiglia, la polizia, i servizi sociali locali per cercare di offrire a S. quella serenità che lei forse aveva sperato di poter trovare scappando via. Di certo non è una situazione che si risolve facilmente, perchè richiede tempo, sensibilità e attenzione. Ma ci piacerebbe vedere S. sorridente, allegra e curiosa come sa essere.

Il Centro Pinocchio vuole essere proprio questo: un punto di riferimento per bambini e famiglie in difficoltà e allo stesso tempo un promotore del dialogo tra istituzioni, affinchè si collabori sempre nell’interesse dei minori e di chi è più vulnerabile.

I risultati positivi di questo impegno crediamo risiedano anche in alcune richieste di aiuto pervenute negli ultimi mesi: i servizi sociali locali hanno chiesto, infatti, la nostra disponibilità ad accogliere tre bambini rimasti orfani di entrambi i genitori e che al momento sono affidati a un parente che non ha alcun reddito se non un piccolo assegno sociale; la scuola ha indirizzato al Centro una famiglia rientrata dal Belgio, i cui due figli non sanno una parola di rumeno e hanno difficoltà a inserirsi tra gli altri bambini.

Il Centro Pinocchio è ormai diventato, non solo un progetto di cooperazione internazionale fra Italia e Romania, ma anche e soprattutto una preziosa risorsa per la comunità locale. Proprio quello che avremmo voluto accadesse.



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