Una manciata di semi – Notte

È notte e il cielo è tornato a splendere con mille stelle sopra di noi. È freddo ma questa notte è il tempo della feria del paese, la sagra paesana di Nebaq. Sembra di tornare indietro nel tempo.

Tutti ci invitano al salone municipale perché è l’unica occasione dell’anno in cui si balla e in cui i giovani sono liberi di esserlo. Anche noi contente ci uniamo all’entusiasmo nella fila di ragazzi, signori e signore che entrano nel salone come se entrare lì fosse l’entrata alla più esclusiva discoteca.

La sala è grande, suonano dal vivo band locali.. e la gente balla! Ma balla sul serio. Qui il ritmo ce l’hanno davvero nel sangue. I ragazzi invitano le ragazze a ballare, e sono quasi certa che i signori un po’ avanti d’età seduti sulle gradinate sono i genitori di quelle ragazze. O almeno di quasi tutte..

Nella folla già sudata e probabilmente già con molto alcool in corpo, c’è una ragazzina; ha un vestito nero di pizzo ed è molto bella. Avrà 17 anni.. il ragazzo che l’ha invitata a ballare è sudato, ha la maglia che gli fascia la pancia bagnata. Probabilmente le ha offerto molti diversi tragos e chissà che non le abbia mischiato dentro anche qualcos’altro perché lui si prende la libertà di metterle le mani dappertutto, sul collo, sui seni, sotto la gonna.

Non mancano di attirare l’attenzione di tutti, i ragazzi si formano attorno e molti a turno si inseriscono nella coppia e prendono la ragazzina da dietro a loro volta toccandola e raggiungendo tutte le parti del suo corpo dove il mostro al momento non sta mettendo le sue mani. Ballano, si toccano, si muovono a ritmo del reggueton come se stessero tenendo un rapporto pubblico.

E poi lì accanto a loro che segue ogni movimento, c’è un bambino, un ragazzino di forse 12 anni. Guarda la ragazza tenendo le mani in tasca come se fosse un piccolo adulto.

Mi chiedo se gli hanno delegato la responsabilità morale della sorella, quanto la sicurezza fisica, perché a un certo punto interviene e cerca di dividere il ragazzo dalla ragazza troppo ubriaca per capire che cosa le stia succedendo. Il ragazzo lo respinge e il bambino si guarda intorno confuso, abbassando la gonna della sorella, seguendola, standole al lato, cercando aiuto ma con paura nel chiederlo perché lui è l’uomo responsabile e designato.

Il bambino perso, non è riuscito a compiere ciò che probabilmente i suoi genitori gli avevano chiesto. Compiere un ruolo che non è suo, che NON deve appartenergli. E probabilmente quel ragazzino ricorderà per sempre quella notte perché una manciata di semi hanno fecondato e creato una vita nel ventre di sua sorella.

Sara Cicala, volontaria IBO in Servizio Civile in Guatemala

Leggi gli altri capitoli del racconto “Una manciata di semi”

Una manciata di semi – Mattina
Una manciata di semi – Pomeriggio
Una manciata di semi – Sera



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