Volontari a Mwene Ditu

Nonostante mancassero acqua, luce e comodità rifaremmo immediatamente un’esperienza di questo genere, perché ha arricchito tantissimo le nostre vite e ci ha permesso di conoscere una realtà diversa da quella a cui siamo abituati..ciò che ci aspettavamo è stato assolutamente realizzato.

Ci sono stati diversi tipi di viaggio in questa esperienza, ognuno con le sue caratteristiche e difficoltà. Siamo arrivati da soli a Kinshasa dove è venuta a prenderci Sr.Esther, responsabile del convento locale. Appena usciti dall’aeroporto, senza alcun tipo di problema doganale, siamo stati raggiunti dalla suora che ci ha portato al convento.

L’accoglienza è stata a dir poco commovente. Appena giunti al convento siamo stati accolti con canti e festeggiamenti delle novizie. L’atmosfera era meravigliosa e ci ha fatto subito sentire a nostro agio. Dal punto di vista non sanitario il lavoro è principalmente consistito nella rasatura con del fango dei muri ancora da terminare, per poter creare una superficie abbastanza liscia per stendere il cemento che, ahimè, li costa parecchio. Come previsto non si è lavorato moltissimo, ma crediamo che anche solo la nostra presenza abbia dato un incentivo alla popolazione locale per proseguire nella costruzione.

Dal punto di vista sanitario, invece, il lavoro è consistito nel supportare il personale infermieristico locale nell’effettuare le visite ai malati che ogni mattina si recavano al Centro. Sono state diverse le patologie riscontrate, soprattutto però casi di malaria. Inoltre sono stati particolarmente significativi due episodi: l’assistenza ad una partoriente e la promozione del programma di vaccinazione infantile promosso dall’OMS.

In questo secondo caso un’infermiera rappresentante l’OMS si è recata nel Centro per attuare il programma di vaccinazione nazionale e vaccinare i neonati accompagnati dalle proprie madri. Per far capire l’importanza della vaccinazione come strumento indispensabile per la salute dei figli, l’infermiera ha voluto promuovere la sensibilizzazione tramite canti e balli collettivi inframmezzando ad essi slogan incoraggianti tale pratica preventiva.

Indubbiamente c’è ancora molto da fare in questa struttura. A partire dal terminare la costruzione dei locali per arrivare all’aggiunta di materiale sanitario per poter rendere completamente attivo l’ospedale. La presenza di noi volontari ha sicuramente influito positivamente sulla gente del posto. Sapere che delle persone hanno attraversato mezzo pianeta per andare lì a svolgere semplici mansioni ha incentivato tantissimo la collaborazione delle persone al completamento della struttura. Forse è stata più la nostra presenza che il lavoro in sé a rendere più serene le loro giornate.

Nonostante mancassero acqua, luce e comodità rifaremmo immediatamente un’esperienza di questo genere, perché ha arricchito tantissimo le nostre vite e ci ha permesso di conoscere una realtà diversa da quella a cui siamo abituati..ciò che ci aspettavamo è stato assolutamente realizzato.

Grazie Ibo!

Paolo e Sarah, volontari IBO a Mwene Ditu (Rep. Democarica del Congo)



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