Io volontaria babysitter durante il lockdown

Mi presento: mi chiamo Maria Grazia, ho 30 anni, sono di origini pugliesi e vivo a Parma da circa due anni.

Attualmente sono occupata come addetta alle vendite in un grande negozio in città. Amo il mio lavoro, perché mi permette di stare tra la gente. Ogni giorno accade qualcosa in grado di tenermi attiva e farmi sentire viva, quindi quanto di più diverso da ciò che per anni non potevo provare dietro lo schermo di un computer.

Fatta questa premessa, se dovessi spiegare in due righe le ragioni che mi hanno condotta a scegliere di fare volontariato mi basta pensare ad una mattina di qualche settimana fa. Ero con il mio caffelatte e alla TV trasmettevano un servizio come tanti sul numero di infetti da Covid-19; un numero destinato ad aumentare. Si parlava di quanto lavoro l’equipe medica (e non solo) stava portando avanti, come anche dell’esigenza di avere medici, ma anche operatori sanitari che potevano mettersi a disposizione delle strutture ospedaliere che necessitavano con urgenza di una mano.

Le scene trasmesse erano forti, non potevano non colpirmi e, benché non abbia conseguito una laurea in medicina o comunque affine mi sono sentita in qualche modo chiamata in causa. Ho deciso di contattare la protezione civile di Parma ed offrire la mia disponibilità ed ho fatto altrettanto con la IBO Italia.

Sono stata chiamata quasi subito dalla referente della sede di Parma, Ermelinda Pittelli, per sapere se fossi disponibile a svolgere attività di baby sitting alle famiglie del personale sanitario che avevano la necessità di essere supportati nella gestione dei figli. Non potevo non accettare. Ritengo che il personale sanitario, partendo dalla figura dell’infermiere e finendo con quella del medico, abbia fatto e stia facendotantissimo per il nostro Paese, per le persone costrette da tempo in un letto d’ospedale.

Penso fortemente che se loro stanno facendo del loro meglio perchè il dolore cessi di esistere (o sia anche solo contenuto) a seguito delle spiacevoli conseguenze che il virus sta seminando, io, nel mio piccolo, posso fare la mia parte aiutando chi a sua volta sta aiutando. Oggi ho concluso la mia prima settimana con Tommaso, il bimbo, di circa due anni, a cui faccio da baby sitter. È meraviglioso, sveglio,e sempre così pronto a riempirmi di coccole. È recettivo rispetto alle attività e ai giochi che gli propongo di fare e non ha smesso un minuto, in questi giorni, di stupirmi con le sue smorfie incantevoli.

Maria Grazia Azzarone – Volontaria Babysitter (progetto Custodiamoli a casa) 2020, Parma



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