Volontariato nell'Europa dell'Est: i Campi per il 2018

In Europa, guardando ad Est: campi di volontariato in Romania, Moldavia e Ucraina

Hai più di 18 anni e voglia di metterti in gioco in un’esperienza di volontariato all’estero? Dai uno sguardo a queste opportunità di Campi di Lavoro e Solidarietà estivi nell’Europa dell’Est. Che sia tra i vecchietti di Straseni (Moldavia), i bambini di Bradet (Romania) o i senzatetto di Drohobyč (Ucraina), la possibilità di vivere un importante momento di impegno, solidarietà e crescita personale ti sta aspettando.

Campo di Lavoro e Solidarietà di Straseni (Moldavia)

La Moldavia, ex Repubblica sovietica incuneata fra Romania ed Ucraina, è detentrice di un triste primato: con 80 abitanti su 100 che vivono sotto la soglia di povertà, è infatti il paese più povero di tutta Europa. Non sorprende che in molti scelgano di partire, di mettere chilometri e chilometri fra se stessi e i propri affetti, alla ricerca, all’estero, di un futuro migliore sia per loro che per chi si è lasciato indietro.

Non è un’impresa facile, si sa. Tutti quei genitori che, ormai anziani, si trovano a vivere da soli, privati della compagnia e dell’assistenza della loro famiglia, lo sanno ancora meglio.
Costretti in condizioni miserabili, con pensioni del tutto insufficienti a sfamarli, a consentirgli di riscaldare le proprie abitazioni, di avere accesso ai medicinali o alla semplice acqua corrente, sono in tantissimi gli anziani moldavi a condurre un’esistenza marginale, relegata nella miseria e nell’esclusione sociale.

Un fenomeno che la fondazione Elderly Care Moldova e la Moldovan Neoumanist Foundation hanno deciso di combattere, a partire dal 2003, con la fondazione del centro diurno per anziani Rasarit (“aurora”), situato nel villaggio rurale di Straseni, a circa 25 km dalla capitale del paese, Chisinau.
Un pasto caldo, biancheria pulita, assistenza medica, la possibilità di fare una doccia, di impegnarsi in attività costruttive, di avere qualcuno con cui parlare e trascorrere delle ore in compagnia: è questo che trovano gli anziani nel centro Rasarit. Vengono un paio di volte a settimana – anzi, i volontari vanno direttamente a prenderli a casa loro – quando sono in buona salute, hanno un ambiente residenziale in cui vivere se non sono più in grado di stare da soli, gli si porta assistenza a domicilio se non riescono a raggiungere il centro: insomma, sanno di avere qualcuno che si prende cura di loro, sempre.

E i volontari del Campo IBO?

Dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio (sono questi gli orari di lavoro del centro), le mansioni in cui dare il vostro supporto non mancheranno. Che si tratti di ripulire il giardino, di mettere in piedi un’attività per gli ospiti del Rasarit o di assistere il medico durante le visite ai pazienti, la raccomandazione è una sola: esserci. Far capire di voler aiutare, di essere qui per loro. Esserci, per le persone.

Leggi una testimonianza dal Campo a Straseni

Campo di Lavoro e Solidarietà di Drohobyč (Ucraina)

Un edificio nasce per uno scopo, lo scopo viene meno, l’edificio viene abbandonato e in una manciata d’anni diventa un guscio in rovina. Un ciclo che si ripete più o meno ovunque, riempiendo le città e le campagne di non-luoghi utili a nessuno. Finché.

Finché qualcuno con un’idea non li guarda davvero e decide di restituirli al tempo presente. Allora, mattone dopo mattone, comincia una resurrezione fatta di linfa nuova, che rianima non solo l’edificio stesso ma anche l’abitato che lo circonda, la comunità sul quale insiste. Ha inizio la sua seconda vita: e spesso e volentieri, da quella precedente, sarà del tutto diversa.
Quello che è successo alla base militare di Drohobyč è esattamente questo. Decaduta, vuota e dimenticata da tutti, è stata infine recuperata dalla Caritas locale che, sotto la guida di padre Ihor, l’ha trasformata nel Rifugio Nasha Khata (“La Nostra Casa”).
Ora, là dove un tempo si addestravano i giovani a far fuoco a colpi di kalashnikov, ci si prende cura dei senzatetto, si aiutano uomini e donne a liberarsi dalla dipendenza da alcol e droghe e si dona assistenza a chiunque si trovi in condizioni di grave necessità materiale.

Un centro, il Nasha Khata, che permette a chi si trova ai margini della società di avere un posto in cui vivere, di ricevere supporto spirituale e psicologico, di lavorare in direzione di una crescita che li porti a reintegrarsi nel resto della comunità.
Di riappropriarsi del loro presente, insomma; di rinascere anch’essi ad una nuova vita.

E i volontari del Campo IBO?

Mattone dopo mattone, si diceva. Ed è proprio mattone dopo mattone che, già dal 2007, i volontari IBO stanno dando il loro apporto alla rimessa a nuovo del Rifugio.
L’obiettivo di quest’anno è restaurare il mobilio dell’antica base militare. Per arrivare a questo step, però, dovrete prima mettere a punto la vostra falegnameria

Campo di Lavoro e Solidarietà di Bradet (Romania)

Dei 390 abitanti di Bradet, 100 sono bambini.
Buona notizia: Bradet ha una scuola.
Cattiva notizia: raggiungerla è una vera e propria impresa.

L’Associazione “Il Giocattolo”, dopo essersi fatta carico della ristrutturazione dell’edificio (da latrine esterne e presenza di anidride carbonica nelle classi si è passati ad una delle scuole meglio attrezzate della zona), sta ora affrontando una nuova sfida: la strada.
È in condizioni spaventose, ed è quella che dovrebbero percorrere ogni giorno gli insegnanti per andare a fare lezione.
La verità, però, è un’altra. Ed è fatta di ritardi immensi, di percorsi alternativi in mezzo ai boschi, di giornate in cui la neve e il ghiaccio rendono semplicemente impensabile qualsivoglia spostamento.

L’Associazione però non molla, anzi. Perché gli ostacoli non possono far dimenticare le soddisfazioni raccolte nelle classi in questi anni, l’opportunità di crescita che si sta dando a questi bambini. Piuttosto, devono essere uno sprone a raddoppiare il proprio impegno per superarli. “Il Giocattolo” ha intenzione di fare proprio questo.

E i volontari del Campo IBO?

Vi troverete in prima linea al fianco dell’Associazione, supportandola in questo rinnovato impegno per i bambini di Bradet. A loro rivolgerete delle attività educative di stampo ecologico, e sempre per loro starete lavorando quando, sacchi di ghiaia alla mano, rimetterete in sesto la strada che unisce Anina (il comune principale della zona) al piccolo villaggio in cui vivono.

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